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SOCIETÀ ITALIANA

CHIRURGIA MAXILLO FACCIALE

Le articolazioni temporo-mandibolari (ATM)costituiscono quella parte dello scheletro facciale che permette i movimenti della mandibola nelle tre direzioni dello spazio. Sono articolazioni abbastanza complesse, sia perché essendo duplici devono necessariamente agire in modo perfettamente coordinato, sia perché, dal punto di vista anatomico, hanno la presenza di una struttura fibroso-cartilaginea (chiamata disco articolare) che funge da ammortizzatore e da cuscinetto tra le due superfici articolari (condilo mandibolare e cavità articolare).

Le patologie a cui possono andare incontro sono :

-       traumi con fratture più o meno complesse del condilo mandibolare;

-       disfunzioni articolari con malposizione e/o deterioramenti del disco;

-       degenerazioni artrosiche o patologie sistemiche con coinvolgimento articolare;

-       lussazioni recidivanti della mandibola, con difficoltà  e/o impossibilità a richiudere la bocca;

-       anchilosi temporo-mandibolari, cioè alterazioni strutturali di tutta l’articolazione con scomparsa del disco e fusione dei capi articolari tra loro (condilo e cavità articolare), e conseguente impossibilità ad aprire la bocca;

-       alterazioni di crescita dei condili mandibolari con asimmetria della mandibola o di tutta la parte inferiore della faccia;

-       neoplasie benigne o maligne ( rare) delle articolazioni temporo-mandibolari.

 Per quanto riguarda la terapia, possono essere date le seguenti indicazioni :

-       nelle fratture del condilo mandibolare, il trattamento potrà essere chirurgico mediante  incisione cutanea esterna (al davanti dell’orecchio, o dietro la mandibola) oppure (più raramente) con incisione endorale ; in altri casi, può essere adottato un trattamento non chirurgico che consiste nell’applicazione sui denti di ferule o apparecchi ortodontici  e di trazioni elastiche;  è fondamentale associare una specifica fisioterapia attiva e passiva;

-       nella patologia cosiddetta disfunzionale (malposizioni del disco, degenerazioni artrosiche, lussazioni recidivanti) il trattamento è inizialmente conservativo, volto  a ripristinare  una corretta postura mandibolare; in alcuni casi, può essere indicata  una metodica particolare , denominata artrocentesi, che consiste in un lavaggio dell’articolazione (questa è una procedura ambulatoriale da effettuarsi in anestesia locale); nei casi che non rispondono a tutte queste terapie, è indicato l’intervento chirurgico di artroplastica, che viene eseguito mediante incisione cutanea al davanti dell’orecchio, o con tecnica artroscopica;

-       nelle anchilosi temporo-mandibolari e nelle neoplasie benigne o maligne, l’intervento chirurgico è ovviamente necessario ed indispensabile; in particolare, per quanto riguarda le anchilosi, è fondamentale un lungo periodo di fisioterapia post-operatoria, data la possibilità di recidive;

-       nelle forme da alterata crescita condilare con asimmetria mandibolare è sempre indicata una scintigrafia diagnostica; in base a questo esame potrà esserci l’indicazione ad un intervento chirurgico di condilectomia, da eseguirsi anche in fase di crescita  o a fine crescita, in associazione ad altri interventi chirurgici  sul mascellare superiore e/o sulla mandibola (vedi anche chirurgia ortognatica).